
La Dragunera – Linda Barbarino – (non) recensione
La Dragunera è un romanzo con i tratti somatici della tragedia. Ti restano addosso l’odore del sudore e della resa,

La Dragunera è un romanzo con i tratti somatici della tragedia. Ti restano addosso l’odore del sudore e della resa,

Utopie urbane: il sogno di un calicanto metropolitano […] Ecco che è riapparsa Alice. Di nuovo, con l’immaginazione, la seguiamo,

altri pensieri in quarantena altro giro altra corsa Venerdì 18 giugno 2010 Pensare, pensare Penso che nella società di oggi
Ci sono giorni buoni e giorni meno buoni. L’andamento del tempo, dilatato ma contratto. Cerco un finale, di delinearne i

La sicurezza era la condizione di possibilità della città stessa. Il Modello prevedeva che il confine non fosse visibile perché

Dovrei in questo strano momento Dovrei scrivere qualcosa? Scrivere qualcosa su questo strano momento? Dei pensieri che si affollano e

La voce di Virginie Despentes è assertiva. Irrompe e squarcia. Pone corpo e pensiero al centro del conflitto. Non ha

Scrivere è difficile. Aggrapparsi alla parola, non perdere il senso della narrazione. Il senso di quella scheggia che si è

pamphlet ‹pãflè› s. m., fr. [dall’ingl. pamphlet ‹pä′mflit› «opuscolo», a sua volta dall’ant. fr. Pamphilet, titolo pop. della commedia lat. in versi Pamphilus seu de

La ragazza selvaggia – Laura Pugno – (non) recensione Penso e ripenso a questo libro. Mi torna in mente all’improvviso,

“Il filo di mezzogiorno” è un libro che attraversa. È un libro che ti attraversa. È il secondo romanzo autobiografico

Di personaggi e letteratura La tartaruga Clementina. Avevo sei anni, mi ha insegnato la libertà e l’autodeterminazione. Credo sia l’inizio

Del mantenere la rotta. So che sto per accendermi un’altra sigaretta. Lo so, come so che resterò a fissare il

I taccuini di Goliarda furono la sua ultima spiaggia. E la sua ultima gioia, gioia di scrittrice, s’intende, quella che

La parola. … Tutto quello che vuole, sissignore, ma sono le parole che cantano, che salgono e scendono … Mi

Ho visto per la prima volta Barcellona nel gennaio del 2003. Avevo 25 anni, avevo bisogno di allontanarmi dall’Italia. Dalla

“Durante l’infanzia avevo diverse vocazioni che mi chiamavano ardentemente. Una di queste vocazioni era scrivere. E non perché è stata

Laura Pugno non ti prende per mano, non ti chiede gentilmente di seguirla in una storia rassicurante. Non traccia linee

Quando mi sono detta ‘non scriverai mai più, le parole se ne sono andate’ ho pensato che sarei morta. Morta
Non riuscivo neanche a trovare le chiavi per aprire la porta. Quanti anni sono che non vengo qua? Non lo