Senza pudore – Helen Walsh

Ho letteralmente ingoiato questo libro.

Inebriante, stancante, altalenante come una sbronza.
Ho amato, senza pudore, ogni singola, durissima, dolcissima, acida, anfetaminica, alcolica parola.
Mi sono arresa, non ho opposto nessun tipo di resistenza.
L’ho ingoiato senza farmi domande.
Non mi succedeva da tempo, lasciarmi andare alla lettura senza riflettere, senza analizzare la tecnica o li stile, o la struttura nascosta del testo.
L’ho letto. E basta.

Ho camminato con Millie per le strade di Liverpool, mi sono ubriacata, mi sono drogata. Ho riso, ho sorriso e ho pianto, con la piccola, dolcissima, stronza Millie. Ho sentito il vuoto della mancanza e il calore dell’amicizia. Ho sentito la testa pesante per il rincorrersi incessante dei pensieri e il cuore gonfiarsi a sentire quelle frasi che da sole bastano a spazzare via tutto.

Helen Walsh possiede  un’incredibile padronanza del mezzo. La sua scrittura riesce ad essere contemporaneamente sporca e pulita, dolce e insensibile, ironica e triste, sicura e debole. Niente è di troppo, niente è lì per caso. Ti costruisce intorno un mondo che puoi vedere, toccare, sentire, annusare. Nessuna scena è fine a se stessa, niente è davvero volgare come sembra, ogni cosa che accade accade perché i personaggi la possano vivere e tu con loro.

Ogni avvenimento, ogni pensiero, ogni frase è lì per costruire un percorso che segui, e vuoi seguire, fino alla fine.

Certi passaggi spezzano il fiato, ti inondano di tenerezza. Altri ti spiazzano, resti immobile.

Ho riconosciuto tutto, anche quello che non ho mai vissuto.

Senza Pudore
Helen Walsh
Einaudi
p. 238

 

(domenica 25 aprile 2010 dal blogspot)

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