
Accabadora – Michela Murgia
Premesso che sto infilando una bella e lunga serie positiva di letture, da “Tutta mio padre” di Rosa Matteucci fino

Premesso che sto infilando una bella e lunga serie positiva di letture, da “Tutta mio padre” di Rosa Matteucci fino
Sempre per la serie teniamoci in allenamento. Un po’ perché è già da tempo che ragiono sullo scollamento e da

Non riesco ad iniziare un altro libro finché non mi libero dei pensieri che mi affollano la testa dopo aver
C’è qualcosa di catartico nel fare le pulizie. Questo atto detergente sugli oggetti, l’eliminazione della polvere, la rimozione delle macchie.
Questo l’ho scritto un po’ di tempo fa. Lo tenevo infrattato perché aspettavo di conoscerne il destino. Si chiama Capelli
Bon, se avete voglia di passare un po’ di tempo con me a parlare di scrittura sono aperte le iscrizioni
[più che altro si tratta di doversi tenere in allenamento] Il caldo gli stronca il cervello. Gli annebbia la

Qualche giorno fa ho scritto su Phyllis e Rosamond, qui. Poi ho letto questo, ed è stato un bel viaggio.
Sull’ineluttabbile. Su quello che è e che non può mutare. Su quello che consideriamo immutabile. Sull’assenza di varianti. Sulla mancanza
Ho cominciato a leggere questo libro nel Salento e l’ho finito in Grecia, su una spiaggia vicino ad Epidauro. Insomma,
Ultimamente leggo tutto e leggo niente. Tra le altre cose, “L’arte del romanzo” di Milan Kundera. Nell’attesa di un ragionamento

C’è questo racconto di Virginia Woolf. Si intitola “Phyllis e Rosamond”, è il primo della raccolta “Tutti i racconti”, datato
[dal frammento.b ] Il cielo grigio incombe, preme sui vetri delle finestre. Passa un camion lungo la strada. Tutto tremola
Il tempo. Scivola via. L’inerzia, la noia. Il silenzio e l’aria che entra e esce dal naso. Lentamente. Immobile, il
Quello che faccio. Osservo. E immagino. Cerco di cogliere le ossessioni delle persone. Ne indago i volti, ne ascolto la

Non bisognerebbe mai bere troppo Ouzo, ché poi qualcuno mette su un pezzo e ti ritrovi curva su un quadernetto
Dovrei, nell’ordine o a casaccio, scrivere qualcosa su gli ultimi libri letti. Sono un ragazzo fortunato di Marco Montanaro, Un
Faticoso rientro. E non parlo del traghetto in ritardo da Igoumenitsa di otto ore, della notte trascorsa a dormire in
Tornata. Negli occhi i colori di una grecia calda. Micene, Corinto, Atene, Delfi. Il sole e i lunghi bagni. Le
Oh. Io tra qualche ora parto. Vado in Grecia, ci si rivede a fine mese. Olè!