
Sensazioni spoletine – teatro e parole
Quel testo che credevo di aver perso, ne parlavo qua, non solo non è andato perso ma è vivo, e
Note di viaggio, riflessioni, foto. Appunti, impressioni. Per mantenere la rotta, stendere il filo della navigazione. Quando qualcosa deve essere messo nero su bianco, sul diario della capitana. La scrittura nella sua forma libera, gesto primario. Meccanismo involontario della mente, movimento interiore. Quando c’è troppa confusione, o in attimi di estrema e passeggera lucidità. Perché non ricordo un momento della mia vita, anche quando pensavo che alle mie parole si fossero seccate le radici, non ricordo un momento in cui non ho avuto questo istinto, questo movimento. Per non perdermi.

Quel testo che credevo di aver perso, ne parlavo qua, non solo non è andato perso ma è vivo, e
Mi bruciano gli occhi. Devo cambiare gli occhiali. C’è della malinconia che mi serpeggia tra le dita delle mani. E
Infinitamente settembre. I piedi nei calzini. Piuttosto irrequieta. Annuso l’aria, sento l’autunno. Apro bene gli occhi, voglio vedere tutto. Metto
Ché il problema, qui, è centrare il bersaglio. Ad ogni frase, ad ogni parola. Ad ogni virgola, punto e pausa.
Scombussolata, disorientata. Lievemente smarrita. Ho corso, veloce come una lippa, in questi ultimi mesi. Con una mano a tenere insieme
Lo confesso, sono un po’ emozionata. Cioè, insomma, voglio dire. Vabbè. Niente di che, però, insomma. Ho fatto il grande
A me la depressione non mi prende alle spalle. No, no. A me la depressione mi corre incontre come un
Signore, signori da oggi è attivo il blockmiastore! Olè!
Devo essere sincera. Ogni tanto mi tremano le gambe, la testa si svuota. E mi vien voglia di arrendermi. Spogliarmi
Sommersa. Lievemente isterica, a tratti euforica. Sufficientemente instabile. Incarognita quanto basta per non soccombere. Tampinata da una leggera dose d’ansia,

Ebbene sì. È tempo di piedi nudi e vestiti leggeri. È tempo di colazioni che si mischiano con il pranzo,
E niente, siccome ho saltato l’appuntamento del 17 oggi i capitoli sono due! Di cui uno, signore e signori, è
qui il primo capitolo qui il secondo qui il terzo qui il quarto qui il quinto qui il sesto e il settimo qui l’ottavo qui il nono, il
Non so più che dire. Tredici. qui il primo capitolo qui il secondo qui il terzo qui il quarto qui il quinto qui il sesto e
E siamo a dodici. qui il primo capitolo qui il secondo qui il terzo qui il quarto qui il quinto qui il sesto e il settimo
Eh, niente, dai. Capitoli IX, X e XI … Qui il primo capitolo, qui il secondo, qui il terzo e qui il quarto, invece qui il quinto, qui il sesto e il
E otto… Qui il primo capitolo, qui il secondo, qui il terzo e qui il quarto, invece qui il quinto. E invece qui il sesto e il settimo.
Eh! Pensavate mi fossi distratta? E invece no. Ecco il sesto e e il settimo capitolo de Il tarlo ippopotamo… Qui il
E quattro. Qui il primo capitolo, qui il secondo, qui il terzo Olè! _______________________ IV Il giorno dopo mi sono svegliato e mi sembrava
E tre. Qui il primo capitolo, qui il secondo. Olè! _______________________ III Ero davvero convinto che fosse solo questione di abitudine. Una