Un giorno verrò a lanciare sassi alla tua finestra – Claudia Durastanti – (non) recensione

Protagonisti

Jane Cormick
Alexander Cormick
Jonathan Cale (Francis)
Dana Fogarty (Zelda)
Micheal Haskell
Edward Hopper
Ginger Korowie
Frank Riley

Inizia così Un giorno verrò a lanciare sassi alla tua finestra di Claudia Durastanti. Con l’elenco dei personaggi, come fosse un testo teatrale.
E come un testo teatrale questo romanzo si sviluppa per blocchi in cui i protagonisti di questa storia si alternano e attraversano tempo, spazio, mutamenti. Protagonisti quasi nudi, stesi sulla pagina attraverso il monologo, il dialogo, le pagine di un diario, le pagine di una lettera, lo sguardo dell’altro-a che li osserva e ne restituisce un’immagine necessariamente difettata e difettosa.
Otto personaggi che attraversano il tempo dal 1978 al 2003, lo spazio attraverso il New Jersey, New York, camere da letto, stazioni, spiagge, automobili.
Un giorno verrò a lanciare sassi alla tua finestra, un titolo che sembra l’inizio di una poesia. E di poesia questo romanzo è stracolmo.

Tutta la poesia che ci può essere nell’adolescenza, e nell’adolescenza che si sfilaccia, si mescola e si dissolve nell’età adulta.
E i mutamenti che questi otto protagonisti e protagoniste attraversano in questo sfilacciamento.
Ho 42 anni e ancora non ho smesso di dialogare con la mia adolescenza. Non ho ancora smesso di interrogare quegli anni. Ancora mi rivolgo a quell’intensità per ricavarne forza, coerenza e tenacia. La tenacia dei sentimenti totali e totalizzanti, la forza dei desideri che non prevedono ostacoli, la coerenza nella formazione del proprio io che a volte l’età adulta tenta di nascondere o screditare. O dimenticare insieme agli slittamenti, agli errori, ai passi falsi, ai dolori laceranti, alle delusioni indicibili.

Forse per questo sono sprofondata nel romanzo di Claudia Durastanti come si sprofonda in un divano che riconosce le forme del tuo corpo.

Forse per questo e perché è un romanzo scritto bene, e tanto basta. Ad inforcare gli occhiali appena sveglia, senza neanche aver bevuto il caffé per leggere una pagina, due pagine, tante pagine quante sono quelle che la vita adulta mi concede.
Anzi no. Tante pagine quante sono quelle che con tenacia, forza e coerenza riesco a strappare al tempo della vita adulta.

Un giorno verrò a lanciare sassi alla tua finestra è un romanzo corale frammentato, malinconico e reale, sporco e concreto, che Claudia Durastanti ci restituisce con una scrittura piena, precisa, mai banale, con parole puntali che usa per parlarci del disordine, dei dubbi, delle angosce, delle paure, delle aspettative, dei passi falsi, delle promesse non mantenute, dell’assenza e della solitudine di questi personaggi che sono tutto tranne che perfetti, reali nei loro pensieri, riconoscibili nelle loro mediocrità e meschinità, riconoscibili nella loro ricostruzione, quando oltrepassano lo sfilacciamento e si ritrovano in piedi nell’età adulta dove quello che si immaginava di essere da grandi combacia, o non combacia, con quello che si diventa, che siamo riusciti e riuscite a diventare, che non potevamo fare altro che diventare.

[…] Rileggendo gli appunti taccuino aveva scoperto che il suo vero obiettivo era accelerare il processo per cui ogni adolescente si trasforma in un semiadulto di merda, con le paranoie della carriera o del nucleo familiare. Passare dai diciotto ai trent’anni, saltare tutto il decennio della grande illusione. […]

un giorno verrò a lanciare sassi alla tua finestra




Claudia Durastanti
Un giorno verrò a lanciare sassi alla tua finestra
La nave di Teseo, collana Oceani
pp. 304

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