
Autogrill di Alessandra Gondolo – (non) recensione
Autogril di Alessandro Gondolo è la storia di come si può imparare a sorridere anche quando si pensa di non esserne assolutamente capaci.

Autogril di Alessandro Gondolo è la storia di come si può imparare a sorridere anche quando si pensa di non esserne assolutamente capaci.

C’è qualcosa nella scrittura di Violetta Bellocchio che si aggrappa da qualche parte, in profondità. Molto in profondità. Qualcosa.
Qualcosa della sua scrittura si stacca dal testo e si aggrappa.

Assenza. Perdita. Potrebbero essere queste le parole per orientarsi nella lettura de Il corpo inverso di Barbara Guazzini.

Sono fame di Natalia Guerrieri è un libro appiccicoso, intriso di sudore, e un velo di polvere. E una rondine che sulla sua bicicletta scarta le macchine, gli sguardi, il livore, la noia, l’abbandono, l’immondizia di una Capitale che è tutte le capitali di cemento, solitudine e alienazione.

Denti di latte di Silvia Calderoni è, cito dalla pagina di Fandango Libri, un libro indefinibile, inedito, umanissimo.

Un centinaio di pagine così dense che non si riesce bene a capire come Silvia Tebaldi sia riuscita a far stare così tanto in così poco spazio.

Pelleossa di Veronica Galletta è come un mosaico, piccole tessere colorate che solo quando hai messo giù l’ultima ti puoi allontanare e vedere, e capire, il disegno che si è formato durante la lettura.