sospendere
Nell’immobilità. Massa immobile nella spirale in perpetuo movimento. O nella linea continua che punta all’infinito. Nell’immobilità e nel silenzio posso
Note di viaggio, riflessioni, foto. Appunti, impressioni. Per mantenere la rotta, stendere il filo della navigazione. Quando qualcosa deve essere messo nero su bianco, sul diario della capitana. La scrittura nella sua forma libera, gesto primario. Meccanismo involontario della mente, movimento interiore. Quando c’è troppa confusione, o in attimi di estrema e passeggera lucidità. Perché non ricordo un momento della mia vita, anche quando pensavo che alle mie parole si fossero seccate le radici, non ricordo un momento in cui non ho avuto questo istinto, questo movimento. Per non perdermi.
Nell’immobilità. Massa immobile nella spirale in perpetuo movimento. O nella linea continua che punta all’infinito. Nell’immobilità e nel silenzio posso
vuoto solido compatto piombo nebbia umida melmosa rete inciampo cado non mi alzo inutili schegge flebili non riesco più posso solo
vorrei dilatare questa forza all’infinito e pensare fino ad averne certezza che domani non sparirà
Esserci. Essere nel mondo. Essere nella realtà là fuori, dove poco o niente combacia con quello che vorrei. Resistere alla
Questo. La fitta di dolore che mi toglie il fiato. Lo schiaffo ripetuto, quando meno me lo aspetto, che mi
Mi tremano le mani. A voler essere precisa, mi trema la mano destra. Da quando non lo so, o forse
Non è la paura del cambiamento, ma la necessità di non voltarsi. Quello che lasci, quell* che lasci. La fatica
E dopo il qui e il prima è arrivato anche il poi. E il qui e il prima son stati,
Marilù si è persa. E nessuno le aveva mai detto che sarebbe potuto accadere. Nessuno le aveva detto che un

Punti di vista, sempre loro. E le dannate prospettive. Da che lato si guarda una storia? Cosa devo mettere a
Vibro. Lo sguardo si posa su tutto e su niente in particolare. Con questa voglia di saltare che prima o
Lo confesso. Mi ero presa una pausa. Dalla parola femminicidio e dal susseguirsi, ininterrotto, di violenze. Una pausa, necessaria. Non so
Prima, aspettavo. Cercando educatamente di non soccombere. Aspettavo, di essere felice. Credevo che bastasse aspettarla, la felicità, per vederla arrivare.
Potrei scrivere di quando sei arrivato, che eri così piccolo che mi stavi nel palmo della mano. Di quando mi
perché c’è un prima rispetto al qui e ci stiamo lavorando, i gomiti piantati sulla scrivania, gli occhi a fessura

foto: andrea messana Ieri sera, mentre andava in scena Ni una más, qualcosa si è rotto. Il sigillo che mi
Mi cerco. Tra le cose che ho scritto e quelle ancora da scrivere. Mi rintraccio negli oggetti che ho scelto