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Tag: frammenti

Frammento.c

Sull’ineluttabbile. Su quello che è e che non può mutare. Su quello che consideriamo immutabile. Sull’assenza di varianti. Sulla mancanza di strumenti per individuare le varianti. Sulla cecità imposta. Sulla cecità autoimposta. Sul destino. Sulle regole imposte che crediamo di non poter cambiare. Sulla possibilità di poter mutare la propria condizione. Sulla possibilità di rendere mutevole l’ineluttabile. Su quello che ci hanno insegnato e su quello che decidiamo di disimparare. Sulla possibilità di invertire una rotta prestabilita. Sulla possibilità di trovare gli strumenti per individuare le varianti.

Frammento.b

Il tempo. Scivola via. L’inerzia, la noia. Il silenzio e l’aria che entra e esce dal naso. Lentamente. Immobile, il tempo che scivola via. Momenti. Gli occhi fissi e le dita che giocano con una ciocca di capelli. Contrasti. Digressioni inutili. Mentre il tempo scivola via. Nessun pensiero è quello giusto. Nessun pensiero attecchisce, né germoglia. Niente. Cambia la luce che entra dalla finestra, la terra gira intorno al sole. Cambiano le ombre e le inclinazioni. Immobile. Mutano le sfumature. Muscoli indolenziti. Impeti. Scatti improvvisi messi a tacere. Superfici. Oggetti. Polvere. Sonno. Articolazioni indolenzite. Frenesia non veicolata. Il tempo, scivola via. Una boccata d’aria, l’apnea. Guance che si gonfiano. Sbuffi di frenetica noia. Voli pindarici rattrappiti. Non esce. Non esce niente. Sapore amaro in bocca, di nicotina stantia. Testa offuscata, molle. Ginocchia al petto, posizioni improbabili. Rimandi. Attese. Dicotomie. Il tempo. Scivola via. Giornate intere. Un attimo dopo l’altro. Papille gustative inceppate, vista offuscata. Il tempo, scivola via. Lunga attesa.  Arriverà, un giorno. Arriverà il giorno. Gabbia chiusa dall’interno. Soliloqui. Silenzi. Movimenti circolari, si torna sempre al punto di partenza. Tutto prevedibile. Ecco.