Vivere la musica – Motta – cit.

Mio padre e mia madre, infatti, stanni vicino allo stereo in silenzio. Nessuno dei due dice una parola, nessuno dei due sembra volersi schiodare dall’immobilità di quell’istante.
Assaporano l’atmosfera come immersi in un grande sogno.
Una nota dopo l’altra, il soggiorno si tramuta in un pentagramma mentale, tutto sembra lì per una ragione ben precisa, come se ogni cosa non aspettasse altro… Ma cosa? Cosa stiamo aspettando?
Il tempo sembra essersi fermato, inghiottito dai suoni che riempiono l’aria, e così anche io mi avvicino, coi capelli arruffati e la mano del sonno ancora premuta sugli occhi, prendo posto in quel silenzio, mi accovaccio accanto alla loro solitudine, mi abbandono all’ascolto di qualcosa che mi sembra importante, magico.
Qualcosa che lì per lì, in fondo, non so nemmeno cosa sia.

La solitudine, dunque. Queste pagine non possono che iniziare da qui.

vivere la musica







Vivere la musica
Motta
ilSaggiatore
p. 190

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