Ogni volta che ti picchio – Meena Kandasamy – cit.

La penitenza, mi rendo conto, non si conclude con l’atto di inchiodarmi a una croce. Chi vuole portare su di sé i peccati del mondo deve sopportare molto, molto altro. […] Per quelli che mi conoscono di persona, sono la donna che ha la responsabilità di asciugare le lacrime delle persone che amo, di alleviare il dolore provocato dagli sfortunati eventi del mio matrimonio, dando loro la sensazione che in fondo la situazione non fosse cosi terribile come l’ho descritta. […]
Cosa dico a gente come lui, che vuole un ritratto obiettivo, che vuole sapere se il torturatore era una persona reale, con un lato radioso, in modo da ricordarsi della propria umanità?
Mi rendo conto che è la maledizione delle vittime, sentirsi obbligate a dare una sfumatura di bontà al proprio aguzzino.
Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno. La benevolenza del padrone, la gentilezza del kapò, il senso dell’umorismo del criminale, la puntualità del marito che picchia la moglie.

ogni volta che ti picchio
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