Elsa Dorlin – Difendersi. Una filosofia della violenza – cit.

[…] In questo cielo, molto buio, la costellazione risplende a causa di echi, d’indirizzi, di testamenti, di rapporti di citazioni che legano in modo tenue e soggettivo questi differenti punti luminosi. I testi principali che costituiscono il fondamento della filosofia del Black Panther Party fors Self Defense rendono omaggio agli/alle insorti-e del ghetto di Varsavia; le pattuglie di autodifesa queer sono in un rapporto di citazione con i movimenti di autodifesa neri; il ju-jitsu praticato dalle suffragiste anarchiche internazionaliste inglesi diviene loro accessibile, in parte, a causa di una politica imperiale di captazione dei saperi e delle competenze dei/delle colonizzati-e, del loro disarmo.

La mia storia e la mia esperienza corporea hanno costituito un prisma attraverso il quale ho sentito, visto, letto questo archivio. La mia cultura teorica e politica mi hanno lasciato in eredità l’idea fondatrice secondo cui i rapporti di potere non possono essere sempre completamente ridotti in loco a un corpo a corpo già collettivo, ma riguardano le esperienze della dominazione nell’intimità di una camera da letto, alla svolta di un’uscita della metropolitana, dietro la tranquillità apparente di una riunione di famiglia… In altri termini, per alcuni-e, la questione della difesa non cessa con la fine di una mobilitazione politica rischiosissima, ma appartiene a un’esperienza vissuta continuamente, a una fenomenologia della violenza. Questo approccio femminista coglie, nella trama di simili rapporti di potere, ciò che è tradizionalmente pensato come un al-di-dentro o un al-di-fuori del politico. Così, nell’operare quest’ultimo slittamento, non intendo lavorare a livello dei soggetti politici costituiti, quanto piuttosto a quello “della politicizzazione della soggettività: nel quotidiano, nell’intimità dei sentimenti di rabbia racchiusi in noi, nella solitudine delle esperienze fatte della violenza, rispetto alle quali pratichiamo continuamente un’autodifesa non riconosciuta come tale. Cosa fa la violenza, giorno dopo giorno, alle nostre vite, ai nostri corpi e ai nostri muscoli? E a questi ultimi, a loro volta, cosa è consentito fare all’interno della violenza e attraverso di essa? […]

Elsa Dorlin
Difendersi. Una filosofia della violenza
Fandango Libri, collana Documenti

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