Il più delle volte

Il più delle volte è solo un’immagine. Un’immagine sola, nitida. Perfettamente a fuoco, perfettamente contrastata. Qualcosa, qualcuno. L’attimo prima dell’inizio, l’attimo esatto in cui tutto è finito. Il più delle volte, una fotografia. Da afferrare, da memorizzare prima che sparisca sommersa da altre immagini meno importanti.
Poi ci sono le volte, tante, in cui è solo una parola. Una parola sola. Ammesso e non concesso che una parola possa essere sola. Senza l’universo che evoca, senza le altre parole che le si appiccicano addosso, come pezzi di ferro su una calamita. Una parola, una parola sola. Da afferrare, memorizzare, prima che sparisca sommersa da altre parole meno importanti.

E poi ci sono quelle volte che è tutta una storia. Una storia tutta intera. Dall’inizio alla fine. E non c’è niente da afferrare, non c’è niente da memorizzare. La storia è lì. Tutta. Dall’inizio alla fine.

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